22 maggio 2013

Serie A, tempo di voti: le pagelle delle 20 squadre


Il campionato ha vissuto la sua ultima giornata, emettendo tra le polemiche l'ultimo verdetto importante (il terzo posto conquistato dal Milan con la rimonta di Siena). Tempo di bilanci e giudizi, nel mio piccolo ho provato ad assegnare un voto alla stagione delle 20 squadre che si sono date battaglia per 38 giornate.

JUVENTUS 9 - Partita da strafavorita, ha dominato il campionato dalla prima all'ultima giornata senza mai dare segni di cedimento. Regolarità scoraggiante per le avversarie (o presunte tali), intelaiatura solidissima che ha reso la mancanza di un attaccante "top" un problema solo al di fuori dai confini nostrani. Il lavoro di Conte di questi due anni ha dato frutti importanti, la vera sfida sarà adesso rilanciarsi per la terza stagione di fila cercando di colmare il gap ancora sensibile con gli altri club europei di prima fascia.

NAPOLI 7.5 - Poteva essere la stagione dell'attacco deciso al bersaglio grosso, ma ancora una volta la squadra di Mazzarri ha gettato alle ortiche contro le 'piccole' la possibilità di giocarsi il titolo fino alla fine. Visto il ritmo tenuto dalla Juventus il secondo posto è comunque da considerarsi un grande risultato, gli addii del tecnico livornese e probabilmente di Cavani apriranno un nuovo capitolo tutto da scrivere. La cocente eliminazione dall'Europa League contro il Viktoria Plzen rappresenta la vera macchia di una stagione che forse avrebbe potuto riservare qualche soddisfazione in più.

MILAN 7 - Chiude terzo tra le polemiche, risultato incredibile considerata l'epurazione estiva e la partenza ad handicap. Una vittoria convincente a Siena avrebbe forse valso l'8 pieno, ma l'atteggiamento con cui la squadra è andata a giocarsi tutto sul campo di una formazione già retrocessa fa riflettere: senza il rigore inventato dal direttore di gara, sarebbe stata un'altra storia. Allegri, quasi out e capace di spaccare in due il tifo rossonero, ha sperimentato fino a trovare i suoi punti fermi: il regalo Balotelli ha poi fatto il resto aggiungendo il quid di classe e imprevedibilità che mancava là davanti. Il livornese difficilmente verrà rimpianto, ma chi verrà dopo troverà una base su cui lavorare.

FIORENTINA 8.5 - Per far funzionare un progetto ci vuole del tempo, si dice. Montella i tempi li ha bruciati, creando assieme al sapiente lavoro di Pradè una squadra capace di giocare un calcio spettacolare e segnare valanghe di gol (72, miglior attacco del torneo) pur senza disporre di un centravanti da 20 gol. Mediana dai piedi buoni con un sontuoso Borja Valero (tra i migliori acquisti dell'ultimo calciomercato), Pizarro e Aquilani, a supportare un tridente: dov'è l'inghippo? Da nessuna parte, con la forza delle idee si può proporre un calcio credibile, offensivo, e che non ha bisogno di mediani 'veri'. Avrebbe meritato il terzo posto, ripartirà dall'Europa League senza Jovetic: scommettiamo che sarà una Viola ancora più forte?

UDINESE 9 - Zitta zitta, quatta quatta, l'Udinese è sempre lì. Dopo l'ennesima rivoluzione estiva, e l'infortunio serio a Muriel, la solita partenza in sordina dei friulani faceva intendere che questa sarebbe stata un'annata di ridimensionamento, da portare a compimento con un tranquillo piazzamento a centroclassifica. Trascinata dal solito, straripante Di Natale, il rush finale della squadra di Guidolin è stato impressionante: otto vittorie consecutive, posizioni scalate domenica dopo domenica, ed Europa centrata ancora una volta con buona pace delle romane e della disastrata Inter. Un tecnico come quello di Castelfranco Veneto poteva esonerarlo solo Zamparini: chapeau.

ROMA 5 - Il progetto-Zeman aveva acceso fantasie e speranze dei tifosi, l'impatto reale del boemo alla guida della squadra le ha via via spente fino all'inevitabile esonero all'indomani della debacle contro il Cagliari. Lampi di calcio scintillante spazzati via da rimonte (Bologna e Udinese) e orrori difensivi in serie, Andreazzoli ha restituito un pò di equilibrio senza però riuscire a spostare in modo importante l'inerzia dell'annata. La finale di Coppa Italia potrà regalare un pass per l'Europa meno nobile, sarebbe già qualcosa: "er proggetto" intanto segnala il secondo fallimento consecutivo, dopo il flop Luis Enrique. La crescita di Lamela e la grande stagione di Totti le note positive della stagione assieme al lancio di Marquinhos, De Rossi   la vera delusione stagionale.

LAZIO 5.5 - Partenza sprint, arrivo in picchiata. Ancora. L'infortunio di Klose rappresenta comunque una attenuante importante, visto lo stato di forma del tedesco e l'importanza che riveste nei meccanismi del gioco biancazzurro. Per chi aveva sognato la Champions, finire addirittura dietro la Roma è stato uno smacco non da poco.

CATANIA 8 - Record di punti in serie A, calcio offensivo e bello da vedere. Maran ha preso in mano il giocattolo creato da Montella e lo ha perfezionato andando ben oltre una tranquilla salvezza. La vittoria estiva era stata mantenere tutti i gioielli (Lodi, Gomez, Bergessio) in Sicilia: qualcuno saluterà, ma solo a cifre importanti.

INTER 3 - Servirebbe un post apposito per descrivere la portata del fallimento nerazzurro, in un'annata che ha vissuto nella magica notte dello Juventus Stadium l'unica soddisfazione in mezzo a un oceano di delusioni. Dal -1 dalla vetta maturato quella notte, al -33 finale, ci passa un girone di ritorno da retrocessione con 19 punti in altrettante gare. Seconda difesa più perforata del campionato, saldo reti negativo, 16 sconfitte in stagione ed esclusione, dopo 14 anni, dalle coppe Europee. Stramaccioni è al passo d'addio, il suo operato, per molti ingiudibicabile, in realtà giudicabile lo è eccome: gli infortuni a catena sono una attenuante che può reggere fino a un certo punto, da gennaio in poi è stato travolto dal marasma societario senza mai riuscire a tamponare l'emorragia di risultati. Dall'altare alla polvere, in tre soli anni: qualcuno si faccia un'esame di coscienza, da quelle parti.

PARMA 6.5 - Stagione senza troppi patemi d'animo, salvezza guadagnata in carrozza e flessione finale prevedibile come un esonero di Zamparini o un pianto di Mazzarri. Donadoni ha fatto un ottimo lavoro, il flop Pabon è stato ampiamente compensato dagli scorci di stagione dei vari Belfodil e Amauri e la partenza di Zaccardo (andato al Milan a far panchina) è stata assorbita senza contraccolpi significativi.

CAGLIARI 6.5 - Qualche addetto ai lavori contestò apertamente l'allontanamento di Ficcadenti, ma i fatti hanno dato ragione alla scelta di Cellino di puntare sul duo Pulga-Lopez per rilanciare una squadra palesemente allo sbando. 47 punti messi insieme dopo un campionato vissuto tra i problemi relativi all'impianto di gioco, e le vicissitudini che hanno portato all'arresto del presidente sardo, sono tanta roba. L'esplosione di Marco Sau è a mio parere la novità più importante dell'annata rossoblù: giocatore da tenere d'occhio, arrivato decisamente tardi al palcoscenico della serie A.

CHIEVO 7 - Realtà ormai consolidata del nostro campionato, non fallisce neanche quest'anno l'appuntamento con la salvezza anticipata. Il cambio di guida tecnica si è rivelato utile alla causa della squadra, che con Di Carlo stava attraversando una pericolosa involuzione di gioco e risultati. Con un Thereau maturo e mai come quest'anno spietato sotto porta, Corini ha costruito l'ennesimo miracolo dei clivensi.

BOLOGNA 6.5 - Discutere Pioli dopo poche giornate di campionato è stato folle, ma confermarlo anche quando non girava è stata una scelta matura nonostante l'ex presidente e socio Zanetti sparasse (a salve) sul tecnico caldeggiandone l'esonero. Salvezza andata in porto senza sofferenze, vittorie importanti su campi difficili come Napoli, Gilardino-Diamanti-Gabbiadini-Konè forza offensiva trainante di una squadra che non ha mai rinunciato a giocarsela contro qualunque avversario. Certo, scialacquare nel finale sarebbe evitabile, ma quando la tensione scende il rischio di imbarcate stile-Roma (6-0 dalla Lazio) è alto.

SAMPDORIA 6 - L'esordio sorprendente con Ferrara, il filotto di sconfitte fino all'esonero del tecnico napoletano con l'investitura di Delio Rossi: l'annata blucerchiata è stata più tribolata di quanto i 42 punti finali dicano, ma il lancio di alcuni giovani di prospettiva come Icardi e Obiang e il fiore all'occhiello della doppia vittoria sulla Juventus e nel derby d'andata hanno reso senz'altro l'annata del ritorno in serie A positiva.

ATALANTA 6.5 - Il -2 comminato dalla disciplinare non apriva certo nel migliore dei modi la stagione degli orobici, che sotto la guida di Colantuono sono comunque riusciti a navigare in acque tranquille, con fisiologici alti e bassi. Senza la rimonta pazzesca di San Siro sull'Inter, nata da un rigore inventato dal nulla, avrebbe sudato un pò di più, ma la nave sarebbe andata in porto comunque.

TORINO 6 - Lodi sperticate per il calcio giocato dal Toro di Ventura, bravissimo ad ottimizzare le risorse a disposizione e valorizzare individualità come Cerci, ma il calo finale sarebbe potuto costare caro.

GENOA 4.5 - Salvezza raggiunta ben oltre i meriti di squadra, visto che raramente si ricorderà una quota salvezza fissata in 33 punti in un campionato lungo 38 giornate. Per qualità della rosa e aspettative della vigilia, in pochi avrebbero immaginato che la squadra rossoblù avrebbe passato 35 giornate con un piede e mezzo nella fossa. Secondo quart'ultimo posto consecutivo, gestione dilettantistica della squadra e nessuna traccia di un progetto tecnico. Se non cambia qualcosa, tra un anno il lieto fine potrebbe anche non esserci.

PALERMO 2 - Sannino-Gasperini-Malesani-Gasperini-Sannino: no, non è una filastrocca, è la girandola di tecnici che si sono avvicendati sulla panchina rosanero. La squadra del capoluogo siciliano avrebbe potuto salvarsi in carrozza, è finita nel baratro della B collezionando la miseria di 32 punti. Il maggiore responsabile è facilmente identificabile, certe cose nella vita non cambiano proprio mai.

SIENA 6 - Il -6 di penalizzazione ha pesantemente condizionato l'annata dei toscani, che quantomeno hanno lottato fino alla penultima giornata e all'ultima hanno dato battaglia al Milan pur senza avere più obiettivi da inseguire. Ci hanno provato, anche senza Calaiò e Neto, ceduti a gennaio.

PESCARA 4 - Promossi dalla B con Zeman, Immobile, Verratti e Insigne, gli abruzzesi si sono ritrovati con Cascione, Togni, e Abbruscato. Destino segnato già dalla fine del calciomercato, annata avara di soddisfazioni con 84 gol al passivo.

Antonio Capone (twitter - @tonycap83)

18 maggio 2013

Chelsea, dove l'improvvisazione diventa vincente


Progetto, che parola meravigliosa. Tranquillizza, dà fiducia, sorregge il peso di qualche capitombolo iniziale, e soprattutto negli ultimi tempi è considerata l'unica via percorribile per arrivare al successo. Il PSG ha sposato la via più semplice, improntando una politica di aggressione senza ritegno al mercato grazie a capitali illimitati, Bayern e Dortmund hanno costruito negli anni corazzate molto diverse ma accomunate da una gestione oculata e sempre proiettata al futuro, in Italia la Juventus con Conte e il nuovo stadio ha trovato la via per dominare la Serie A e riacquistare credibilità in Europa, e così via.

06 maggio 2013

Juventus, è tuo! E adesso?


Quando nell'estate 2012 la dirigenza bianconera decise di affidare ad Antonio Conte le chiavi del progetto di ricostruzione dopo i due fallimenti consecutivi di Ferrara e Delneri, l'idea principale era quella di restituire competitività ad una squadra che era scivolata nell'anonimato ed iniziava ad assestarsi pericolosamente su uno status quo in netta controtendenza rispetto a quello cui era storicamente abituata.

01 maggio 2013

Il bicchiere (più che) mezzo vuoto di Josè Mourinho


Dopo il mortificante 4-1 della gara di andata, immaginare un Real in grado di ribaltare il pesante svantaggio maturato una settimana fa in Germania rappresentava più un'esercizio di fantasia che uno scenario effettivamente credibile. Tuttavia la storia del calcio è ricca di rimonte "impossibili", e se ce l'aveva fatta il Deportivo a sovvertire un passivo analogo contro un Milan all'epoca stellare, lasciare uno spiraglio aperto al passaggio del turno delle merengues era comunque lecito, per quanto improbabile.

27 aprile 2013

L'esaltazione del modello Borussia, e la sua inapplicabilità al calcio italiano

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E' servito un poker di Lewandowski, assieme all'ennesima dimostrazione di calcio moderno, veloce e spettacolare, per rubare la scena a quel Bayern che solo 24 ore prima aveva fatto del Barcellona carne da macello guadagnandosi di fatto la prima poltrona per la finalissima di Wembley. Impossibile non ammirare il collettivo meraviglioso messo in piedi da Jurgen Klopp, due volte di fila campione di Germania (nonostante un Bayern superiore come individualità) e da quest'anno macchina da guerra anche in Europa dopo l'anno di "test" terminato con l'eliminazione alla prima fase, figlia soprattutto di un negativo inizio di stagione.

24 aprile 2013

Bayern-Barça 4-0: la caduta dell'impero

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Il calcio, come tutti gli sport, è fatto di cicli. La legge del rise and fall è inesorabile, e neanche la più grande delle armate che hanno condizionato, e in qualche caso cambiato, la storia del calcio si è mai potuta sottrarre a questa legge universale.

Ieri sera, all'Allianz Arena, è andato in scena il più classico dei passaggi di consegne: il Barcellona di Messi, dopo anni di dittatura nel calcio mondiale, si è inchinato alla superiorità quasi imbarazzante di un Bayern Monaco, in una parola, perfetto. Il 4-0 finale spazza via ogni dubbio su chi sia la vera entità dominante in Europa, e chiude il doppio confronto nella maniera più clamorosa e forse imprevedibile visti i rapporti di forza della vigilia: sbilanciati in favore dei più freschi e organizzati bavaresi, ma non al punto tale da immaginare una differenza così netta all'esame del campo.

20 aprile 2013

Il fenomeno Napoli: dalla C allo scudetto dei bilanci

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Domenica dopo domenica, tra scommesse sul calcio e presi dalla frenesia dell'ultima ora, passa sempre più inosservato il "fenomeno Napoli".

Nell'estate del 2004, nove anni fa, Aurelio De Laurentiis cominciò l’avventura col Napoli Soccer, in Serie C, prima di acquistare nuovamente il titolo della SSC Napoli due anni dopo. Il Napoli, nell’ordine naturale delle cose, si gioca un ipotetico quarto posto con la Roma. Le tre big italiane restano i punti di riferimento per bacino d’utenza, gli azzurri rappresentano – o forse rappresentavano – praticamente il Sud.

19 aprile 2013

La deriva di Stramaccioni, e l'ennesimo anno zero nerazzurro

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La sconfitta interna subita ieri sera contro la Roma, ha non solo estromesso l'Inter da una finale di coppa Italia che avrebbe se non altro potuto dare un briciolo di senso all'ultimo mese di calcio giocato, ma ha probabilmente anche fatto calare il sipario sull'avventura di Andrea Stramaccioni alla guida della prima squadra.

Intendiamoci, legare la riconferma del tecnico romano ad un eventuale passaggio del turno sarebbe profondamente sbagliato, perchè il giudizio sul suo operato dovrà necessariamente tenere conto non solo di una sconfitta come quella maturata e per certi versi prevedibile di ieri, ma anche di una serie di fattori che comunque allo stato attuale delle cose non possono che indirizzare verso una scelta obbligata.

12 aprile 2013

Juventus e Bayern, quegli 80 milioni non spiegano nulla

Mandzukic affonda la Juventus

Che la realtà attuale dell'informazione italiana sia mortificante non lo scopriamo certo oggi. Vale a tutti i livelli, ma se spostiamo la lente d'ingrandimento (per ovvi motivi) sulla sfera calcistica lo scenario che si presenta agli occhi di chiunque sia intellettualmente normodotato è raccapricciante, forse inimmaginabile se riavvolgiamo il nastro della nostra memoria a 10-15 anni fa.

14 ottobre 2012

Pallone d'oro, Mou dice CR7. E se invece vincesse ancora lui?



"Sarebbe un crimine, se Cristiano Ronaldo non vincesse il pallone d'oro" 

Ecco, magari un crimine proprio no, ma di certo l'idea che ha Josè Mourinho riguardo la candidatura del suo calciatore nonchè connazionale all'ambito premio più chiara di così non potrebbe essere. Peccato che questa resta appunto una sua idea, ed in quanto tale ha solo il valore di un'opinione e non sposterà di una virgola le dinamiche che porteranno all'assegnazione del pallone d'oro 2013.